Export di servizi: cos’è? Se ne parla poco, eppure questo settore di esportazione in Italia valeva già nel 2017 quasi 100 miliardi di euro e secondo le previsioni dovrebbe sfondare la soglia dei 120 miliardi nel 2022.

L’export dei servizi include, in soldoni, la vendita di qualsiasi servizio a un cliente estero. Generalmente ci si riferisce a servizi digitali o informatici, assicurativi, finanziari ecc ma nella categoria rientra, per esempio, anche il turismo purché il cliente non sia italiano.

Tra le vie preferenziali di diffusione dell’export di servizi, impossibile non considerare l’e-commerce.

Come vendere i propri servizi all’estero?

Esportare servizi all’estero è sempre più semplice, a livello tecnologico, ma resta un obiettivo complesso in quando deve tener conto di aspetti aziendali, culturali, economici e di mercato.

Ogni mercato, infatti, è profondamente influenzato dalla cultura e dalle condizioni economiche del luogo. Non tenerne conto sarebbe una sciocchezza.

La prima cosa da fare per far funzionare un export di servizi all’estero è buttare giù una strategia di internazionalizzazione.

Questa deve tenere conto di uno scenario stratificato che include:

  • le condizioni della propria azienda, per scegliere il modo di affermarsi all’estero (partnership, franchising, e-commerce ecc)
  • la domanda per il servizio offerto nei diversi mercati.

Conoscere tali aspetti permette di allocare il giusto budget e impostare un pricing corretto.

Questa fase preliminare può essere complessa, ma esistono dei tool sviluppati proprio per aiutarti ad eseguire queste analisi di marketing internazionale. Uno di questi è ReadyToExport, che mette a tua disposizione una DEMO completamente gratuita tutta da provare e un Assessment preliminare che può aiutarti a capire la tua capacità di internazionalizzazione.

Scelto il mezzo per esportare e scelto il mercato, occorrerà allora considerare i vincoli culturali, legali e doganali del Paese in cui si è deciso di esportare, magari appoggiandosi a consulenti per l’export con una lunga esperienza alle spalle. .

L’e-commerce per l’export di servizi

L’e-commerce rappresenta sicuramente uno dei modi più economici per vendere servizi all’estero, dal momento che non richiede una presenza fisica dell’azienda nel Paese di destinazione.

Si possono costruire negozi virtuali per i servizi, che si tratti di booking turistici, corsi in e-learning, vendita di servizi assicurativi o finanziari ecc.

Il funzionamento del sito e-commerce per l’export di servizi non è diverso da quello di un normale negozio online di vendita di beni di consumo.

Ci sono alcuni elementi che possono cambiare le sorti di un e-commerce di servizi, specialmente se votato all’estero. Possiamo racchiuderli nell’idea di mettere il cliente al centro.

Infatti, un buon e-commerce per l’export dei servizi dovrà tenere conto dell’utente:

  • nella user experience
  • nella user writing, anche con una traduzione localizzata per il mercato di destinazione
  • nella user interface

Naturalmente, resta fondamentale che il negozio funzioni bene, tecnicamente e che il cliente trovi facile il percorso d’acquisto.

Il suggerimento in questo caso è quello di affidarsi a professionisti con una forte expertise alle spalle.

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