L’export di mobili italiani di eccellenza è un settore in crescita. Quasi tutta la produzione di mobili Made in Italy viene venduta all’estero (circa i due terzi della produzione totale). Il valore generato è di circa 9.5 miliardi. Secondo una stima della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, entro il 2022 potrebbe esserci una crescita di ulteri 700 milioni di dollari.

Export di mobili: i competitor dell’Italia

Il primo Paese esportatore di mobili è la Cina, che produce da sola circa un terzo della quota percentuale di valore sull’export mondiale. L’Italia si classifica al quarto posto, dopo Germania e Polonia, con un valore percentuale del 6,6% (dati 2016).

Quello che differenzia l’offerta del Made in Italy è il cosiddetto BBF, bello e ben fatto, che secondo il Rapporto “Esportare la Dolce Vita 2019” di Confindustria rappresenta il 15% delle esportazioni italiane con un valore di 86 miliardi e un potenziale di crescita di ulteriori 45 miliardi.

Rientrano nel BBF i settori food, fashion and furniture, che trovano soprattutto nei mercati avanzati la clientela più propensa all’acquisto. Nella fattispecie, gli USA apprezzano molto l’arredo italiano. Tra i Paesi emergenti legno e arredo made in Italy sono acquistati soprattutto in Arabia Saudita.

L’export dei mobili italiani belli e ben fatti

Cosa rende BBF i mobili italiani da ritagliarsi un ruolo unico nel panorama dell’export internazionale?

La qualità delle materie prime, l’accuratezza della lavorazione artigianale, il design. Senza dimenticare che il Made in Italy è già di per sé un brand di qualità e affidabilità.

Per affermarsi nell’export di mobili Made in Italy la strategia vincente è proprio quella di puntare a far riconoscere la maggiore qualità. I compratori finali sono disposti a acquistare a prezzi più alti rispetto ai prodotti realizzati in altri contesti, riconoscendo la manifattura superiore dei mobili prodotti in Italia.

Le produzioni di eccellenza si concentrano in particolar modo in alcune regioni italiane.

In Lombardia, per quanto concerne i mobili da ufficio e da camera; in Friuli Venezia Giulia e Veneto, dove c’è una lunga tradizione di falegnameria orientata alla produzione di mobili da camera e sedie; nelle Marche, polo d’eccellenza per il mobilio da cucina ed infine in Puglia, dove vengono prodotti mobili imbottiti di riconosciuto valore.

Su queste peculiarità deve puntare il Made in Italy BBF per avere successo nell’Export.

Esportare i mobili italiani con l’e-commerce

Il rapporto di Confindustria già citato segnala che una delle carenze dell’export di BBF Made in Italy è lo scarso sviluppo delle vendite e-commerce.

La qualità e delle lavorazioni di mobili italiani si presterebbe bene ad una vendita online, ma sull’export digitale i mobilifici italiani sembrano essere più indietro rispetto ai propri competitor.

Un gap da colmare per cogliere un’opportunità resa sempre più necessaria dal mercato globale e dall’ingresso sulla scena di competitor emergenti, in grado di togliere spazio ai prodotti Made in Italy nelle vendite, soprattutto online.

Costruire una strategia di export dei mobili Made in Italy

Per costruire una strategia di export di mobili Made in Italy bisogna aver ben presenti alcune dinamiche dei mercati internazionali.

Il trucco per una strategia di marketing internazionale di successo sta nell’individuare i mercati di sbocco più attraenti, alla luce di fattori non solo economici, ma anche culturali, politici, legali, sociali.

Se lo scenario globale è fondamentale per muovere le pedine sulla scacchiera, bisognerà anche conoscere bene quali sono i passi che si possono fare.

Non tutte le aziende hanno la libertà di movimento della regina, per questo occorre studiare una strategia vincente ma al netto delle proprie potenzialità. Puoi iniziare a testarle con l’assessment di ReadyToExport, il software che aiuta le piccole aziende e i consulenti a valutare l’attitudine dell’azienda all’internazionalizzazione.

Il percorso di costruzione della strategia di marketing internazionale procede sempre per gradi. Gli step da compiere sono:

  • la valutazione delle proprie possibilità
  • i fattori specifici che possono portare l’azienda al successo
  • lo studio dei mercati sui quali il prodotto ha più attrattività
  • la strategia di pricing per trarre profitto
  • l’allocazione delle risorse.

ReadyToExport accompagna l’utente in questo itinerario, con 5 tools dedicati specificamente ai 5 step strategici.

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