Intervista a Pietro Gentini, account BIEPM e Tableau & Exasol Evangelist

L’analisi dei dati ha cambiato il mercato. Lo sviluppo dell’economia basata sui big data ha portato, in pochi anni, alla nascita di nuove professioni come il data analyst o il data scientist, che hanno tutta l’aria di voler rimanere a lungo in vetta alla classifica delle competenze più richieste dalle aziende. Questo perché c’è davvero vita oltre i dati: lungi dall’essere numeri sterili, sono fonte di informazioni preziose con cui gestire i business, raccontare storie, prevedere trend e comportamenti.

Pietro Gentini è un Tableau & Exasol Evangelist. In Ecoh Media, ricopre il ruolo di account per BIEPM, la Business Unit dedicata alla BI. Insieme a lui, facciamo il punto sulle prospettive dell’analisi dei dati e sull’impatto concreto che avranno nel mercato e nella società.

Pietro, perché un’azienda trae vantaggio dall’analisi dei dati?

Tradizionalmente nelle aziende i dati vengono confezionati sotto forma di report, prevalentemente statici e tabellari (PDF), e distribuiti. E poi nuovamente riconfezionati e ridistribuiti se sorgono nuove esigenze. Questo circolo vizioso aumenta il numero di report e dati distribuiti e, conseguentemente, ne aumenta la complessità riducendo i benefici attesi.

Per dare una nuova vita ai dati e trarne un effettivo vantaggio competitivo è necessario cambiare innanzitutto approccio. Un approccio più moderno alla business intelligence (modern BI), basato sull’analisi visuale interattiva dei dati, consente a chi si avvicina ai dati di porre domande e trovare risposte in autonomia, avere nuove intuizioni, capire come si è arrivati a un punto critico e prendere decisioni di conseguenza.

Una piattaforma di Modern BI non può infine trascurare le tre categorie di utenti che traggono vantaggio dai dati e adattarsi alle loro esigenze funzionali (e di prezzo?). Queste tre categorie a me piace definirle in questo modo:

  • “data power users”, utenti che si connettono a fonti di dati e li trasformano in qualcosa di utile per essi stessi e per gli altri;
  • “comfortable with data”, utenti che hanno bisogno di esplorare più in profondità i dati per trovare le risposte alle proprie domande che spesso sono al di fuori dei confini dei report predefiniti;
  • “make data-driven decisions”, utenti che utilizzano i dati per informare e per migliorare le decisioni che prendono mediante View e Dashboard interattive

Qual è il segreto del successo della Data Visualization?

Credo i motivi del successo di questo approccio siano due.

Da un lato c’è l’intuitività: la Visual Analytics sfrutta infatti gli attributi preattentivi (colore, forma, posizione), che il cervello elabora immediatamente, quasi a livello “inconscio”.

Dall’altro lato, c’è la forza del dato che è concreto e porta con sé un’idea di “verità” matematica. 

Tutto semplice allora?

Assolutamente no, nella visualizzazione dei dati, ci sono una varietà di modi in cui è possibile rappresentarli; alcuni sono più efficaci di altri. Quando comunichi con gli altri, hai la responsabilità di assicurarti che capiscano il tuo messaggio. Non importa se condividi informazioni sul lavoro, cerchi di convincere qualcuno a comprare il tuo prodotto o vuoi chiarire a tuo figlio che ora è ora di andare a letto: se vuoi essere efficace, devi trasmettere chiaramente il tuo messaggio.

Come ben spiegato da Eva Murray, Tableau Zen Master & Head of BI at Exasol, nel suo articolo How To Use Simple Visual Designs To Communicate Data, la semplicità e spesso la soluzione più efficace ed elegante.

Quali sono le prospettive future per la BI?

Partendo dai 10 trend elencati da Tableau per il 2019, mi focalizzerei su questi punti:

Primo: l’intelligenza artificiale (AI) combinata con l’analisi interattiva. Questo perché se da una parte “Aiutano a scoprire informazioni che prima non potevamo ottenere” dall’altra è necessario è necessario avere fiducia nell’AI e utilizzare piattaforme di BI come metodo interattivo per esplorare e convalidare le conclusioni.

Secondo: l’utilizzo del linguaggio naturale per “conversare” con i dati. I progressi dei sistemi di NLP consentono a tutti di intraprendere una conversazione naturale con i dati, la stessa Tableau lo ha già introdotto questa funzionalità, denominata Ask Data, nella sua ultima release 2019.1.

Un terzo trend è la contestualizzazione dei dati, per consentire di collocare i dati nello spazio in cui si vuole agire. Funzionalità come la mobile analytics, l’embedded analytics, l’utilizzo di add-in (estensioni personalizzate) e le API sono un “must” delle piattaforme di modern BI.

C’è poi lo storytelling dei dati, come nuova lingua delle aziende. Mi riferisco al data storytelling, molto sfruttato in ambito giornalistico, il cosiddetto data journalism, da enti, organizzazioni no profit e, sempre di più sarà utilizzato in ambito comunicazione di business

Quinto elemento è l’accelerazione della migrazione dei dati nel cloud. Questo trend favorisce da una parte l’adozione della BI moderna e dall’altra di di database analitici in cloud come EXASOL  in grado di analizzare centinaia di milioni e miliardi di righe di dati (io metterei un link a questa demo live di Tableau su Exasol https://www.exasol.com/en/interactive-live-demo/.)

Infine, l’uso etico dei dati per effetto del GDPR. Dato che sempre più persone lavorano con i dati, l’etica dei dati costituirà una parte fondamentale del lavoro di alfabetizzazione nel campo dei dati, e inciderà sul modo in cui le persone affrontano i dati, sia in contesti personali che professionali

Aggiungerei un ulteriore trend a quelli elencati da Tableau, ovvero la richiesta di analisi predittive migliori, in grado elaborare i dati passati e “prevedere” le azioni future (una prospettiva molto ghiotta ad esempio per il marketing). L’utilizzo di piattaforme come Exasol, dotate di funzionalità analitche avanzate in-database, permettono di elaborare enormi volumi di dati utilizzando linguaggi di programmazione come R, Python, Java o Lua direttamente “nel database”.

Quello che prospetti è uno scenario che prevede un uso etico dei dati. L’espressione big data, però, evoca anche altri scenari. Pensiamo ad esempio alle implicazioni di un furto di dati…

L’impatto di ogni tecnologia, dalle più rudimentali alle più moderne, dipende sempre dall’uso che se ne fa, anche nel caso di data e big data. Tornando al furto dei dati, ritengo che lo sviluppo della BI non può prescindere da una rafforzata attenzione verso la sicurezza informatica. L’attenzione su questo aspetto è stata ampliata dal GDPR. In Ecoh Media, per esempio, il mio team BIEPM ha la possibilità di collaborare con il team ISEC, dedicato proprio alla Cyber Security. Impegnarsi per proteggere i dati che vengono gestiti è una responsabilità del management e un vantaggio competitivo per le aziende, a prescindere dagli obblighi di legge.

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